ZERVO’: PROFUMO DI FEDE

Quando ti inerpichi lungo la salita passando per Oppido e Piminoro a distanza di qualche chilometro raggiungi l’amena località di Zervò in comune di Scido dove la saggia mano della Provvidenza ha posto le fondamenta già dal 1996 alla Comunità Incontro per il recupero degli ex tossicodipendenti che proprio qui grazie alla felice intuizione di Don Pierino Gelmini si avviano al loro riscatto sociale e al reingresso nella società. In estate, nel cuore stesso della stagione estiva, a Zervò è festa: il borgo ex Sanatorio ora recuperato a centro sociale pavesa i colori della gioia e della gratitudine. Si sente ovunque il frastuono degli organetti e dei tamburelli che si cimentano in allegre tarantelle, c’è un viavai di persone e di turisti intenti all’acquisto dei prodotti locali e dell’artigianato, c’è chi si disseta all’acqua freschissima della miriade di fontanelle sparse per i boschi, c’è chi torna per passare nella spensieratezza una giornata con i propri cari ragazzi. Viene pure una volta all’anno don Pierino Gelmini per un atto d’amore, l’ennesimo, per i suoi ragazzi e per tutte le comunità aspromontane. Tra gli abeti e gli alti pini si odono i canti maestosi della liturgia eucaristica in una zona come questa un tempo ricettacolo di sequestri e atti malavitosi e ora trasformata dalla bontà del cuore di Dio in un’oasi profumata di fede e di preghiera. Don Pierino indossa per la circostanza gli antichi e suggestivi paramenti orientali di esarca melkita greco-cattolico e la cosa conferisce un tocco di originale e solenne maestosità a tutta la celebrazione che ha luogo sulla grande radura che reca al centro la statua bronzea di San Benedetto da Norcia Patrono d’Europa. Don Pierino è lungimirante e categorico con i suoi ragazzi. Dice loro: “Ora questo luogo non ha cambiato destinazione d’uso, voi siete qui per curare il vostro spirito sfinito da una vita senza senso e consumato dalla droga, per ridare armonia alle vostre anime”. Questo messaggio è fortemente connotato di un’immensa fraternità spirituale, tanto più forte e sentita quanto più c’è nei giovani il desiderio di migliorarsi, andare avanti e superare la situazione d’angoscia iniziale. Ecco perché per molti Don Gelmini è un angelo e quest’anno in cui ricorre il quarantesimo anniversario del “salvataggio” di Alfredo – il primo ragazzo incontrato sulle scalinate di Sant’Agnese a Piazza Navona – è significativo sia per tutti i ragazzi delle comunità sparse ovunque nel mondo che per lo stesso sacerdote di cui si riconosce ad ogni livello un’indomabile tempra e un vigoroso apostolato. Ma il cuore sacerdotale di don Pierino non solo ama i suoi giovani e la gente, ma è riconoscente anche a quanti collaborano e cooperano alle sue opere di zelo e di recupero: alla presenza di tantissima gente e di autorità convenuta per l’occasione Egli ha voluto insignire con l’onorificenza di una medaglia il dinamico Tony Stanganelli, un giovane imprenditore del posto che tanto si è prodigato con le sue strutture d’accoglienza alla causa dei giovani ex tossicodipendenti. “ Il Signore non mancherà di ricompensare – Egli ha detto – chi crede nell’uomo nonostante tutto.Bisogna entrare dentro l’uomo per vincere l’incertezza e la paura e portare invece dell’abbandono un soffio di speranza. La gente d’Aspromonte deve riscoprire la bellezza di tutti i suoi luoghi, ridare vita alle sue tradizioni migliori, trasmettere alla giovani generazioni il gusto di vivere e la voglia di lavorare”. Zervò si palesa così grazie alla Comunità Incontro la perla dell’Aspromonte dove nel nome del riscatto personale e sociale rifioriscono la vita e i valori e a suggello di questa volontà di rinascita è stato presentato il progetto-bozzetto per la costruzione di un altissimo campanile che scandisca con i suoi rintocchi le ore del riposo e del lavoro, della vita e della risurrezione. Anche così si allargano gli orizzonti e i valori dello spirito e si prepara alle radici dell’umana esistenzialità il regno di Dio in ogni uomo.

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