SULLA SCIA DI MARIA LA STORIA DEGLI UOMINI

C’è una ragione di tutto rispetto per cui la gente del Sud invoca e si affida alla Madonna del Carmine e questa ragione è da ravvisare nella Grazia per antonomasia, il Cristo bambino che si adagia sulle sue ginocchia e che è la fonte prima di quell’atteggiamento di fiduciosa protezione che ispira la Madre. Quello del Carmelo, infatti, non è solo uno dei titoli mariani più vetusti che la mariologia conosca, ma è senz’altro quello più diffuso nel Meridione d’Italia, quello grazie al quale il popolo ha costruito la “sua” storia che – guarda caso!- è storia di Maria. Sulla sua scia la gente ha sublimato nella semplicità del suo agire quotidiano un paradigma umano, uno stile di vita fatto di cose umili ed essenziali ma pur degne di onorare la Fede in un mondo che giornalmente ti bombarda ora di inezie, ora di indifferenza, ora di cose blasfeme. Maria Carmelitana ha protetto la famiglia umana con speciale cura materna e il Carmelo ha corrisposto a questa attenzione con impareggiabile amore e secolare devozione. Sul monte Carmelo Elia pregò a lungo per ottenere la pioggia ristoratrice e la diuturna siccità fu sconfitta dalla bianca nuovola, annunciatrice di pioggia benefica nella quale si vede raffigurata la Beata Vergine Maria, Madre del Salvatore Gesù Cristo. Questa biblica profezia fu rinverdita il 16 luglio 1251 dalla visione che secondo la Tradizione il generale dei Carmelitani ebbe dalla Madonna che gli consegnava uno scapolare con la promessa che quanti l’avessero indossato invocando in punto di morte il nome della Vergine si sarebbero salvati. Lo scapolare è così un “signum salutis” che, per quanto esterno, riflette le condizioni interiori di chi sceglie di vivere con Maria. E, si sa, chi è dalla parte di Maria, ha ritrovato per ciò stesso Gesù, la Grazia. Giova ricordare a questo proposito che lo stesso Giovanni Paolo II nel 2001, ricorrendo il 750° Anniversario della consegna dello scapolare, ne caldeggiò la devozione affermando come “il ricco patrimonio mariano del Carmelo è divenuto nel tempo un tesoro per tutta la Chiesa”. Nello scapolare mariano si ravvisa la protezione continua della Vergine e la volontà di dare al proprio vissuto un indirizzo permanente intessuto di preghiera e di vita interiore. L’ideale carmelitano richiede con un’indomita fede il desiderio di migliorare sempre più perché alla scuola di Maria si riesca a trovare più facilmente Gesù. La devozione del Carmelo e il leit-motiv della miriade di feste alla Madonna del Carmine che in un tripudio di fede e d’amore si svolgono ovunque, ma soprattutto nel Sud Italia, è proprio qui: una “vita mariaforme” che lascia guidare tutti e ciascuno dallo spirito di Maria per essere trasformati in Lei, con Lei e per Lei. Napoli, Bari, Foggia, Mesagne, Matera, Cerisano, Bagnara, Taurianova sono solo alcuni della miriade di centri grandi e piccoli del Meridione dove il culto alla Vergine del Carmelo viene particolarmente zelato da Terz’Ordini, Confraternite e Associazioni Laicali che nel nome della “Decor Carmeli” intendono onorare Maria con liturgie, processioni e manifestazioni anche esterne che hanno il merito di tramandare la “tradizione carmelitana” a quelli che verranno. Singolare a Palmi la devozione verso la Madonna del Carmine che è stata avvalorata nel novembre 1894 dai fatti straordinari – che ebbero per protagonista la Statua lignea e il tempio stesso della Vergine – meglio noti con la denominazione “miracolo del Carmine” in quanto il simulacro ripetutamente lacrimò, le mura della chiesa trasudarono e la Vergine portata in processione dai palmesi la sera del 16 novembre salvò cittadini e fedeli dal flagello del terremoto. Qui a Palmi si perpetua annualmente un singolare tributo d’amore alla Madonna del Carmine, perché la riconoscenza per la vita degli avi si sposa col desiderio richiesto alla Vergine di aiuto e protezione per le generazioni presenti e per quelle venienti. Storia religiosa e storia civile, qui come altrove, si abbracciano tanto che la memoria della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo non è solo la festa dell’Ordine dei Carmelitani ma costituisce il punto d’incontro tra le insopprimibili aspirazioni spirituali di una persona che vive, lotta e spera e il desiderio di bene di una comunità protesa oggi verso più luminosi traguardi. Il Carmelo non è “festa di un giorno”, ma superiore idealità nella quale l’opinabile tran-tran giornaliero della vita vive un sussulto di eternità beata, un momento estatico e meraviglioso in cui le orme della Madre ti portano silenziosamente verso i traguardi della purificazione e della santità.

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