NOVEMBRE MARIANO IN CALABRIA

Il mese di novembre che la pietà cristiana dedica ai defunti in Calabria è dedicato altresì alla Madonna che tra i suoi innumerevoli titoli è sentita qui e altrove “Madre del Suffragio”. La Beata Vergine Maria infatti annovera tra le sue prerogative di elezione presso il popolo cristiano anche i titoli di Nostra Signora del Monte Carmelo e Nostra Signora della Consolazione per mezzo dei quali i fedeli a Lei si rivolgono vuoi con suppliche e preghiere vuoi anche con manifestazioni esterne. A Palmi in provincia di Reggio Calabria il 16 novembre torna alla memoria di tutti per l’intervento prodigioso che proprio la Madonna del Carmelo operò in favore di tutti i suoi figli nel 1894 allorchè l’intervento mariano placò gli effetti nefasti di un terribile sisma che pur radendo al suolo interamente la città ne salvò tutti gli abitanti. E da allora la memoria storica rende omaggio alla Vergine del Carmelo con una processione penitenziale che si snoda dal Santuario dei carmelitani situato a mezza costa tra il Sant’Elia e il mare e che vede la partecipazione di una marea di popolo al seguito del simulacro. Quest’anno il rito è stato presieduto dal reverendo P. Giovanni Di Milito O.C.priore del santuario mariano e sono intervenute tutte le confraternite, i terz’ordini e le associazioni laicali carmelitane calabresi che hanno voluto così esprimere alla famiglia palmese del Carmelo piena condivisione nella fede, nelle opere e nella preghiera. Lo stesso M.R.P. Nicola Barbarello priore provinciale ha voluto preparare il triduo della celebrazione palmese evidenziando la potente intercessione dei Santi Carmelitani.Il popolo palmese ha dimostrato ancora una volta il fedele attaccamento alla sua Madonna allorquando all’Orologio mons. Silvio Mesiti, arcidiacono della città, ha rievocato per tutti le tragiche fasi del terremoto del 1894 e l’atteggiamento di profonda fede e di operosa solidarietà che caratterizzò allora il comportamento degli avi. Anche Gerace venera la Madonna del Carmine: qui come altrove la Santissima Vergine si manifesta quale “Signora della vita” e producendo sentimenti di resipiscenza e condivisione in quanti con fede a Lei si rivolgono intende avvalorare la vetustà di un culto che risale al lontano 1777 quando fu costituita la vecchia Arciconfraternita oggi presieduta con lodevoli intenti dal signor Domenico Iacopo. Proprio di questi giorni è la notizia appresa con favore dai fedeli e dalla pubblica opinione che verrà quanto prima ristrutturata l’antica chiesa del Carmine grazie all’intervento della Regione Calabria che dopo il nubifragio del settembre 2000 ha preso a cuore la vicenda dell’artistico santuario geracese. Gioia Tauro, poi, ha inteso venerare la sua Celeste Protettrice con la dedicazione del nuovo e imponente “Tempio del Golfo” alla B.V. di Portosalvo. La Madonna che tradizionalmente è invocata dalla gente di mare ha posto qui il suo trono di misericordia e di grazia e come ha sapienzialmente fatto notare il Vescovo diocesano mons. Luciano Bux nella suggestiva cerimonia consacratoria “Dio stesso attraverso la presenza della Santa Vergine Maria ha posto qui la sua dimora in mezzo a noi”. Il tempio ad un’unica navata a forma d’uovo è espressione artistica della genialità dell’architetto palermitano Walter Angelico e al suo interno contiene in mirabile sinergia di linee architettoniche tutte le opere parrocchiali di cui è promotore l’infaticabile mons.Giovanni Gentile da oltre dieci anni parroco del popoloso quartiere Marina. -2- La città di REGGIO CALABRIA consacra l’ultima domenica novembrina alla processione di ritorno della prodigiosa Effigie di Nostra Signora della Consolazione dalla Cattedrale all’Eremo. L’itineranza del quadro mariano riveste per gli esperti di mariologia un fondamento biblico ed è da collegarsi col viaggio che fece Maria quando andò a trovare la cugina Elisabetta incinta del Battista. La processione si snoda verso le 15,30 per tutto il corso Garibaldi e oltre il clero, gli scouts, le associazioni del laicato cattolico si nota una marea di gente che con canti, preghiere, ceri accesi, suppliche, etc. segue l’Effigie della Patrona della Città che all’altezza di via Cardinale Portanova viene riconsegnata ai Frati Francescani dell’Eremo che l’avevano temporaneamente donata il secondo sabato di settembre per le feste patronali e un periodo di stazionamento in Cattedrale. Fortunato Jelacqua, uno delle centinaia di portatori della Vara, ci ha spiegato la bellezza e il significato di quest’attesa processione e ci ha detto tra l’altro che questo compito di portatore si custodisce e si tramanda gelosamente da padre in figlio perché è un onore non comune portare sulle spalle la vara della Madonna gridando:”Ave Maria!”. Da tutto ciò emerge quanto profonda sia la fede della gente di Calabria verso la Madonna tanto chè anche nel mese di novembre quest’attaccamento filiale si ripete e si riassume nelle manifestazioni della pietà popolare che trovano appunto nella Madre del Redentore il fulcro e il veicolo più sentito.

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