GIOIA TAURO ONORA LA MADONNA DI PORTOSALVO

Maria S.S.ma di Portosalvo a Gioia Tauro è la Madonna “del porto”, la Madonna della Città, la Madonna di tutti coloro che all’interno e fuori del perimetro urbano si riconoscono nel suo abbraccio di Madre. Gioia Tauro, un nome emblematico qui e nel mondo intero che connota e denota “la forza e la bellezza” della città, del paesaggio, degli abitanti e della loro storia: Gioia perché è la perla della Piana, Tauro perché esprime con la caparbietà tipica nostrana tutto il popolo calabrese, le ragioni del suo essere, del suo esistere, del suo sviluppo. Ma quali sono le ragioni della festa di settembre? In questo magnifico lembo di litorale meglio noto col nome di Costa Viola la gente di mare ha inteso onorare la Madonna secondo questo antico e nobilissimo titolo come del resto avviene in altre città e paesi della costa: Parghelia, Bagnara, Cannitello, Gallico, Melito, Siderno etc. In particolare qui a Marina di Gioia Tauro esisteva sin dal 1885 una chiesetta lungo la costa – come a memoria d’uomo documentato – dove i pescatori si raccoglievano per impetrare dalla Vergine protezione e pesca abbondante. Era allora la Marina di Gioia un piccolo villaggio, fatto di case spesso fatiscenti dove vigeva il culto della famiglia e del lavoro che, non disgiunto da una fede spontanea in Dio e nelle sue cose, era il miglior collante per uno stile di vita capace di creare modelli umani forti, coraggiosi e pieni di speranza. Dovranno venire gli anni Quaranta perché l’originario nucleo abitato si ingrandisca sempre più e abbia la sua chiesa, anzi la sua Parrocchia (1948) di cui non può che essere Patrona e Titolare la Vergine di Porto Salvo. Con l’inizio di questo millennio viene inaugurata la nuova chiesa dalle linee architettoniche moderne ed aerodinamiche che fanno dell’intero quartiere su di essa gravitante un centro propulsore di vita, attività e iniziative in sintonia con quanto avviene nel vicino megaporto. Nel novenario che ha preceduto la festa il parroco don Giovanni Gentile e il sacerdote coadiutore don Vittorio Castagna non hanno mancato nelle catechesi mariane di evidenziare come tutti gli aspetti del vissuto e del sociale siano legati a Gioia Tauro alla Vergine Maria: la memoria del passato s’intreccia col sentimento di fede mai sopito nel popolo perché esso in questo Anno del Rosario sappia intrecciare la mistica corona ed elevare al Signore con il patrocinio della Vergine la sua implorante preghiera. Preghiera che s’è fatta più viva nel corso della suggestiva processione a mare in cui una miriade di barche e battelli hanno accompagnato la statua della Madonna fino alle anse del porto, preghiera che è divenuta più ardente nel finale quando alla luce di torce e flambeaux la statua è stata accompagnata di corsa in chiesa tra due fitte ali di folla osannanti. Infatti tra applausi, ovazioni, urla di gioia la Beata Vergine di Portosalvo passa in mezzo al popolo gioiese per benedire e consolare, per confortare e amare tutti, grandi e bambini, soli e sofferenti, donne, giovani e vecchi. I canti non si sciolgono più all’unisono ma puoi raccogliere qua e là brandelli di strofe che ti giungono all’orecchio come incostanti implorazioni sì da riconoscere in quell’incedere di corsa la sapienza del popolo, il duro lavoro degli avi pescatori, l’incredibile prezzo di una cultura del pane conquistata e rischiata a lungo per i mari del mondo. Un vecchio adagio recita ancora così: “Guardai nta mari vitti na stella/ eravu Vui Vergini bella” possiamo ancora onorare la “Stella del Mare” qui e altrove ricordando il sapiente monito di Bernardo da Chiaravalle “Respice stellam voca Mariam” perché il Suo potente patrocinio si estenda non solo su chi L’invoca ma anche su quanti ne hanno più di bisogno

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