CARMELA CALIMERA, NUDI

I GRAFICI DI CARMELA CALIMERA E LA SETE DI ASSOLUTO DELLA NOSTRA CORPOREITA’ di Filippo MARINO

E il Signore Iddio prese della fanghiglia, la plasmò, le diede forma e fece il corpo umano…”

Non si può guardare un nudo se non si fa riferimento all’essenzialità della creatura di Dio come ci viene presentata in Genesi I : è la meraviglia del corpo umano alla quale dobbiamo fare riferimento come fece primieramente FCL Lattanzio, autore del III sec. che ci presenta il corpo nella sua mirabile diversità tra maschile e femminile, nella sua incomparabile bellezza perchè suscitatore di divini sentimenti, nella sua inconfondibile unità perché riconoscibile nella sua essenzialità.

Ecco Carmela Calimera ha carpito con i suoi nudi una scheggia al divino, ecco perchèi suoi disegni sono belli come i corpi nella realtà… E, accostandosi al Vero, Carmela si è accostata alla poesia della vita brandendo un colpo mortale alle sue sozzure, alle bruttezze del quotidiano, alle vacuità del non senso che permanentemente ledono, colpiscono e feriscono quella Bellezza che dei corpi ne è espressione.

Guardiamole le opere di Carmela, non vediamo da dove iniziano fin dove finiscono, ma guardiamole en passant con l’occhio giornaliero e affaticato di chi deve redimersi da quel bello espressione del Divino: nelle intelligenze dei volti non si scopre l’ardire di chi vuole comprendere il reale? Nel volumen dei pettoralia non vediamo il respiro afflante della Divinità? Nella sinuosità degli arti superiori ed inferiori non scorgiamo noi l’algebra scolpita della mai invadente corporeità?

Nella precisione delle mani e dei piedi non scorgiamo la demiurgica voluttà che sa creare solo ciò che sa amare?

I suoi nudi non sconfinano mai nel volgare erotismo, perché riallacciantesi in una panteistica creazione che sa sorvolare le angustie del tempo e della storia, per dire & dare quel che autenticamente ci appartiene. Il creatore è pur sempre Dio, ma Carmela concrea & procrea nella sua opera pittorica quel che l’uomo deve sapere… In altri termini, quella prometeica scheggia di infuocato lapis serve ancora nella nostra età contemporanea perché Carmela ci illustri il mirum anzi i mira dei corpi, delle menti e delle anime!

Questo è il Dio Creatore! Dio che Carmela Calimera con affabile suggello artistico ci dona attraverso i suoi nudi che reinterpretando vuoi l’opera poetica che la magia di palesi sculture, sa affiancare il tutto al visibilio di chi rimane ammaliato dinnanzi alla sua arte. Questa è Carmela, sempre pronta a servirci il merum della Luce che è casta poesia di ragguardevole gnosi allorquando la dierum tristizia merita forse in complesso un undicisettembre della Storia ?!

Ho guardato opere, brochure, versi della cara Carmela e sono riandato nel tempo a quanto di me autobiograficamente ebbi a scrivere: la città anzi le città, l’arcobaleno anzi le luci, i bambini divenuti adulti studenti, i paesaggi ritemprati dalle coltri di diverse stagioni, il senso del bello perché cangiante aspetto di un cosmico divenire, la santità espressione di purezza atavica eppur giovanile, la maternità sempre pensoso pensiero di una logica corporeità… Ecco i nudi di Carmela Calmiera, ecco perché essi s’infrangono nelle spumeggianti mareggiate di scogli guardinghi mentre inani rumori rubano il verso al canterino usignolo !

Ho pensato tanto prima di scrivere queste notazioni, favorito dal fatto che non conosco Carmela de visu ma dall’immaginata espressività del volto ho colto i lineamenti essenziali di quanto Ella ha voluto dirmi e parteciparmi: le sue opere sono i prolegomeni necessari all’interpretazione e all’esegesi di TUTTO ciò che la riguarda: idee, sentimenti, contenuti, vita vissuta, amore…

Ecco, Carmela Calimera è un vulcano attivo perché interprete fedele dell’ungarettiano sentimento del tempo, per cui dobbiamo essere ben felice di avere tra noi, nella nostra Calabria, un mito dell’Arte o un portento di gioia!

20.02.2015

Filippo MARINO

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